mercoledì 7 settembre 2016

La catena della spesa Dalla carne alle verdure: sempre più torinesi ricorrono agli acquisti solidali

LA STAMPA - Torino

aRTICOLO DEL 04/06/2009  
DI ANNA SARTORI



Non è una questione di risparmio e basta. «Lo scopo è trovare prodotti di ottima qualità a prezzi pari a quelli di qualità scarsa: si spende uguale e ci si nutre meglio». Così parla Roberta Pepino, tra le fondatrici del Gas La Cavagnetta, quartiere San Paolo, entusiasta animatrice-organizzatrice di uno dei gruppi d'acquisto solidali che Torino - complice la crisi, ma anche una nuova coscienza ecologico-biologica (chilometro zero, sostegno ai piccoli produttori, stagionalità e via elencando) - sforna ormai in continuazione.



«Chiunque può mettere in piedi il proprio Gas, l'importante è non essere pigri», spiega. «Ognuno, nel suo piccolo, deve contribuire a oliare il sistema. Noi siamo nati a gennaio di quest’anno, abbiamo 20 famiglie iscritte e una trentina di aggregate, e ciascuna categoria di prodotto ha il proprio referente: chi si occupa del vino, chi del formaggio, chi della carne». E chi non se la sente, o non ha tempo, si adopera in altro modo. «Per esempio aggiornando il nostro sito Web, utilissimo per raccogliere le richieste e inoltrare gli ordini». 



In effetti, anche se ci sono Gas che lo fanno con metodi più tradizionali (un semplice foglio Excel aggiornato via e-mail o per telefono) il web è lo strumento perfetto. Su www.retegas.org, cliccando su «gruppi» e selezionando «Piemonte: Torino», chi desidera diventare un gasista può trovare quello più vicino a casa (a Torino, praticamente ogni quartiere ne ha almeno uno). Ed è proprio il Web, per esempio dal sito GasAvigliana, uno dei più grandi e strutturati in circolazione (http://gasavigliana.blogspot.com), che ci si può ispirare - prodotto per prodotto - per capire, in soldoni, che cosa significa aderire a un Gas. Il segreto? Più ordini si fanno insieme, più il prezzo diminuisce. All'ingrosso, qualunque cosa costa meno. 

Carne bio. Proviene dalla famiglia Fina di Cartignano (Val Maira, Cuneo), che alleva a pascolo e stalla bovini di razza piemontese. Il vitello di 18 mesi costa € 11 al chilo. I pacchi, che gli interessati devono ritirare personalmente nel punto di consegna (ogni Gas ha i suoi; di norma non esiste consegna a domicilio) sono da € 55, con 5 chili di pezzi misti (arrosto, bollito, bistecche ai ferri e panate, spezzatino, trita cruda e per sugo), oppure da € 110, € 165 ed € 220 (rispettivamente 10, 15 e 20 chili con, in aggiunta, anche rolata e ossobuco).



Parmigiano Reggiano. Quello Dop, prima scelta, stagionatura minima 18 mesi, costa € 9; quello stagionato 36 mesi € 11 (+0,50 cent per spedizione/chilo). Qui il chilometro non è zero: lo produce la Latteria sociale La Grande di Castelnuovo di Sotto, Reggio Emilia. Ma altrimenti che parmigiano è?



Olio. Anche questo arriva da un po' lontano: Puglia o Sicilia, con invio semestrale. L'azienda agricola Piscione (Agrigento) confezione latte da 5 litri di extravergine (spedizione € 8 fino a 30 chili, € 16 fino a 60 ed € 22 fino a 90 chili): fino a 3 confezioni costa € 7 al litro; fino a 15, € 6; oltre, € 5 (€ 25 a latta). Ecco allora il senso di un Gas: l'unione fa lo sconto. Ordinando tante famiglie insieme, si abbatte il costo fino a € 2 per ogni litro.


Agrumi&dintorni. Fedeli al concetto di stagionalità, i Gas hanno ormai chiuso gli ordini delle arance, visto che gli agrumi maturano in inverno e in estate arrivano dall'altro emisfero, inquinando il mondo. Per farsi un'idea, ecco comunque i costi: le arance navel € 0,80/chilo incluso trasporto; quelle tarocco idem; i limoni non trattati € 1. Sempre con trasporto compreso.

Verdure e saldi di stagione. La famiglia Chicco di Carmagnola è uno dei fornitori più gettonati di GasAvigliana. Peperoni, ovviamente. Ma non solo. Il bello è che, oltre a essere buone, le loro verdure sono anche soggette ai saldi stagionali. Così si scopre che, facendo l'ordine al momento giusto, ci si può riempire il freezer di peperoni (€ 0,50/kg.), melanzane (€ 0,30/kg.), zucca (€ 0,40/kg.), porri (€ 0,90/kg.) e verze (€ 1 caduna). 

Pasta doc. Non costa pochissimo: € 0,95 per mezzo chilo (in media € 0,07 in più della pasta industriale). Ma decisamente meno dei suoi parenti biologici. È la pasta bio di grano duro della ditta Castagno, a Giaveno. Quindi a chilometro quasi zero, in formato spaghetti, tagliatelle, penne, fusilli, crestine. Il blog GasAvigliana assicura che è ottima.

Biscotti artigianali. Sempre grazie ai Gas, ecco una biscotteria artigianale a Cuneo (Il grano turchino), perché anche la gola va soddisfatta. I prezzi vanno da € 4 per la confezione da 250 grammi (biscotti al farro, farro integrale, uvetta, cocco e cioccolato, riso soffiato, grano saraceno con mandorle) a € 4,5 per un'uguale pacco di farro speziato o kamut con nocciole. Un po' di più (€ 5) per chi preferisce la farina di castagne con le mandorle. Tutto, rigorosamente, «sano, pulito e giusto». 

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